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Il
fantasma di Lenin |
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Il
fantasma di Vladimir Lenin, capo della
rivoluzione proletaria, venne visto per
la prima volta nella notte tra il 18 e
il 19 ottobre 1923, che si aggirava per
il Cremlino, circa tre mesi prima del
giorno della sua effettiva morte. Ovviamente
si dedusse che si trattava del suo fantasma,
in quanto egli morì il 21 gennaio
del 1924, ma nei tre mesi precedenti si
trovava ricoverato nella città
di Gorkij, in quanto gravemente malato
e quindi impossibilitato a recarsi al
Cremlino. Però lo scrittore russo
Aleksandr Gorbovskij, basandosi sul racconto
di un allora fattorino del Cremlino, racconta
che nella notte tra il 18 e il 19 ottobre
1923 il fattorino, dopo avere svolto il
suo incarico, è |
entrato
nel corpo di guardia per riscaldarsi ed ha assistito
ad una strana conversazione su Lenin. Il comandante
della guardia del Cremlino infatti, chiese per
telefono a qualcuno come mai Lenin fosse giunto
al Cremlino senza guardie del corpo, riconfermando
ulteriormente che era solo perché egli
aveva controllato personalmente. E dopo un istante
ricevette un’altra telefonata che riferiva
che Lenin quella notte non era andato da nessuna
parte e che si trovava ricoverato ancora a Gorkij.
Questo insolito caso suscito' un forte stato di
perplessita' tra le persone che circondavano Lenin,
dal momento che secondo la dottrina marxista-leninista
i fantasmi non esistono per niente. Ma poiche'
il fantasma di Lenin fu visto da una moltitudine
di persone, le quali non sospettavano minimamente
del fatto che Lenin si trovasse a Gorkij, si fu
allora costretti ad inventare una versione di
comodo in modo da far credere a tutti che Lenin
fosse effettivamente giunto a Mosca. Lo scrittore
russo Aleksandr Gorbovskij, sostenne di essere
assolutamente sicuro del fatto che quella notte
fu effettivamente visto il fantasma di Vladimir
Lenin, in quanto sarebbero troppe le contraddizioni
tra i ricordi di Nadezhda Krupskaja, la compagna
di Lenin ed il capo delle sue guardie del corpo,
Aleksandr Belmaz, che in quel periodo erano permanentemente
a contatto con Vladimir Lenin. La prima sosteneva
che Lenin avesse pernottato al Cremlino e che
fosse tornato a Gorkij solo la mattinata del 19
ottobre, mentre il secondo raccontava che secondo
lui, Lenin avrebbe passato l'intera giornata del
19 ottobre in giro per Mosca. Innanzitutto perchè
Lenin, secondo la versione della compagna, avrebbe
dovuto intraprendere un viaggio completamente
inutile a Mosca? Solo per attraversare silenziosamente
i locali del Cremlino, farsi un sonnellino di
un paio d'ore e tornare in macchina a Gorkij?
E anche la versione fornita da Belmaz non sta
in piedi, dal momento che tutti si sono sorpresi
del fatto che Lenin non fosse accompagnato dalle
guardie del corpo, cosa che non accadeva mai.
In poche parole, un viaggio completamente inutile,
cosa che non rientrava di certo nelle abitudini
di Lenin. Continua poi lo scrittore Aleksandr
Grabovskij, che a seguito dell'ictus che colpì
Lenin a marzo, cosa che rafforzo' la paralisi
dei suoi arti di sinistra, egli si sentiva particolarmente
male e solo dopo il corso di riabilitazione riuscì
ad alzarsi in piedi, costretto pero' a camminare
grazie all'ausilio di un bastone. E cosi' nella
cronaca biografica personale di Lenin, sta scritto
che nella notte tra il 18 e il 19 ottobre 1923,
egli sale nel suo appartamento, fa un salto nel
suo studio, torna nella sala dove si tenevano
le riunioni del Consiglio dei commissari del popolo,
per poi uscire in cortile a fare due passi. Quì
Lenin viene salutato da un gruppo di cadetti impegnati
nell'ora di educazione fisica, senza che però
nessuno faccia riferimento al bastone senza il
quale Lenin non avrebbe potuto fisicamente fare
un solo passo. Un collega dello scrittore russo
Aleksandr Gorbovskij, il dottore di scienze storiche
Serghej Kuleshov, racconta inoltre che anni prima
stava lavorando con alcuni documenti tratti dall'archivio
del Presidente della Federazione Russa presso
il Cremlino, e dopo essere entrato nella mensa
per la cena, ha notato un suo conoscente in compagnia
di un uomo in eta' avanzata e dai capelli completamente
brizzolati. Quest'uomo era un colonnello del KGB,
uno dei direttori delle guardie dell’ appartamento
di Lenin al Cremlino. E a tavola parlavano di
cose mistiche, dal momento che il colonnello diceva
che sia lui che i suoi colleghi piu' di una volta
nel corso della notte avevano sentito strani passi
e rumori di mobili spostati provenire direttamente
dallo studio di Lenin che dopo la sua morte era
stato accuratamente sigillato. Gli stessi strani
rumori sentiti dal capo dell'amministrazione di
Elstin a distanza di molti anni. Il tutto era
successo nell'estate del 1993. Lo studio del capo
della rivoluzione d'ottobre all'epoca si trovava
al secondo piano della residenza presidenziale,
mentre al terzo c'era il suo appartamento-museo.
Ecco ciò che riferisce: “una volta,
prima della mezzanotte, ero impegnato nello studio
di alcuni documenti, quando d'improvviso ho iniziato
a sentire nettamente dei passi come se qualcuno
andasse su e giu' per la stanza. Quella volta
non diedi troppa importanza al fatto, ma alcuni
giorni dopo la cosa si ripete' al che io chiamai
il capo delle guardie dicendogli: "Vada a
controllare chi e' che va in giro a quest'ora
di notte di sopra". Al che il capo delle
guardie mi rispose: "Ma Serghej Aleksandrovic,
non ci puo' essere nessuno! L'appartamento-museo
di Lenin l'abbiamo sigillato noi stessi".
"Controllate lo stesso; non dimenticate che
qui a due passi c'e' lo studio di Eltsin".
Le guardie perlustrarono l'appartamento in lungo
ed in largo senza pero' vedere anima viva. Io
mi sono tranquillizzato ma in ogni caso dopo quel
fatto ho smesso di lavorare nel mio studio sino
alla mezzanotte". Si dice che i personaggi
storici famosi scomparsi riappaiano sotto forma
di fantasmi nei giorni piu' funesti, come ad esempio
il caso di Napoleone Bonaparte, visto piu' volte
a Parigi nel 1848 alla vigilia della Rivoluzione
francese. Per cui, per cio' che riguarda la Russia,
c'e' solo da sperare che Vladimir Lenin faccia
la propria comparsa dall'altro mondo unicamente
per rendersi conto di come i russi possano vivere
anche senza il consumismo. |
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