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I
fantasmi dei deportati in Australia |
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L’Australia
è una terra alla quale è
il caso di attribuire molti superlativi.
Nonostante non sia, come spesso si dice,
il più antico dei continenti (i
nuclei dei quali hanno più o meno
tutti la stessa età), l’Australia
è quello più piccolo e —
a eccezione dell’Antartide —
il più pianeggiante e secco. Separato
da quaranta milioni di anni dagli altri
continenti, l’Australia ha sviluppato
una flora e una fauna uniche, e vanta
una storia «cominciata due volte:
la prima, 50.000-60.000 anni fa quando
i nomadi aborigeni hanno raggiunto le
sue coste, e la seconda, tra il 18 e il
20 gennaio del 1788, quando arrivarono
undici navi inglesi cariche di galeotti.
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Ho avuto la meravigliosa opportunità di
visitare l'Australia durante la terza Convention
Mondiale degli Scettici, tenutasi a Sydney tra
il 10 e il 12 novembre del 2000. Ho deciso di
prolungare il mio soggiorno di altre due settimane,
per poter così indagare su altri miti e
misteri, cominciando dalle “infestate”
Hyde Park Barracks.
Conosciute come «l’edificio più
infestato dagli spiriti del centro di Sydney»,
le Hyde Park Barracks sono state costruite nel
1817 come stabilimento penale maschile, di proprietà
dello Stato. Sono state aperte a metà del
1819, e il loro edificio centrale poteva contenere
seicento uomini, che di giorno lavoravano e di
notte alloggiavano in dodici stanze provviste
di amache. (Nel 1848 sono state trasformate in
un centro di raccolta per donne nubili, e nel
1887 sono diventate un complesso di uffici governativi.
Oggi sono un museo che testimonia la loro origine).
Non si era mai parlato di fantasmi fino agli anni
Cinquanta, quando un custode ha detto di aver
visto «una figura con abiti da deportato
che zoppicava in fondo al corridoio». Da
quando l’edificio è diventato un
museo, è stato al centro di numerose testimonianze
di fenomeni paranormali, fornite dal personale
di sicurezza e da altre persone che vi hanno trascorso
la notte, tra cui degli scolari che vi si recano
in gite organizzate per vivere «l’esperienza
dei deportati».
A differenza della maggior parte dei luoghi “infestati
dagli spiriti"dove degli scherzi dei fantasmi
si parla solamente nelle storie che passano di
bocca in bocca, nei racconti all’insegna
del “si dice”, o negli aneddoti raccolti
per gli obbligatori articoli di giornale di Halloween,
le Hyde Park Barracks posseggono un archivio spiritico,
che contiene i resoconti delle esperienze registrate
poco dopo essersi verificate. Il direttore Michael
Bogle le ha gentilmente messe a mia disposizione
perché potessi studiarle nel suo ufficio.
Bogle ha una posizione professionalmente neutra
riguardo i fantasmi, pur ammettendo di non aver
mai fatto esperienza di simili apparizioni. Lo
stesso vale per altri quattro dipendenti che ho
intervistato una quinta dipendente ha descritto
una serie di incidenti che ha attribuito a un
fantasma, ma nessuno di questi ha avuto luogo
presso le Hyde Park Barracks.
Nonostante la neutralità, l’invito
che il museo rivolge ai visitatori che vi pernottano
ad annotare «pensieri e sensazioni»
sulla loro visita su un apposito spazio del depliant,
finisce senza dubbio per incoraggiare strani pensieri.
Il depliant dice, in un punto: «Nel caso
di un incontro “inquietante” di qualche
tipo, o anche per una semplice sensazione di una
presenza inspiegabile, il museo apprezzerebbe
la vostra descrizione, nel modo più dettagliato
possibile». E continua: «La mappa
dei piani allegata vi aiuterà nella vostra
visita dell’edificio e vi permetterà
di segnare nel punto appropriato possibili “eventi
fuori dal normale”». Il luogo in cui
si pernotta, al terzo piano, si chiama “dormi
è sogna”. Ovviamente, l’esperienza
è appositamente pensata per spingere a
sognare e per provocare l’apparizione di
personaggi del passato.
Non sorprende allora che diverse persone abbiano
affermato di aver provato sensazioni inquietanti,
nelle quali la suggestionabilità senza
dubbio ha giocato un ruolo importante. Ad esempio,
secondo un racconto pre-Halloween (dell’
11 ottobre) del 1991, un guardiano «aveva
sperato» che un collega «potesse mettersi
in comunicazione con un fantasma» conosciuto
«da tutte le persone addette alla sicurezza»
e che solitamente si manifestava come «una
sensazione che fa rabbrividire» al terzo
piano.
Altri, hanno descritto dei sogni a occhi aperti,
le tipiche esperienze di apparizioni che si verificano
in stato di dormiveglia e che possono anche comportare
una paralisi, ovvero un’incapacità
di muoversi dovuta al fatto che il corpo è
ancora intorpidito per il sonno. Ad esempio, una
persona ha scritto di aver visto «un uomo
in piedi accanto alla mia amaca che mi guardava»
e che portava vestiti d’epoca. Il racconto
di questa donna rivela che «aveva provato
a immaginare quale fosse stata la vita dei forzati
che vivevano qui», pensiero che aveva preparato
il terreno a una simile esperienza. Un’altra
donna, nel momento in cui si stava addormentando,
ha sentito «una forte pressione sopra il
corpo e la netta sensazione che qualcosa stesse
tentando di immobilizzarla» — esperienza
interamente ascrivibile a una paralisi del sonno.
A volte, i racconti suggeriscono l’idea
che si tratti di scherzi, come nel caso di una
ragazza appartenente a una comitiva di quarantasette
scolari che ha sentito una lunga mano penetrare
nel suo sacco a pelo e toccarle il fianco (si
tratta forse dell’effetto di una fervida
immaginazione, o di un altro sogno a occhi aperti?).
In un’occasione, i passi di un bambino,
uditi da due guardiani, sono stati dapprima attribuiti
a uno dei ragazzini, ma sembra che, non essendo
stata confermata questa ipotesi, l’incidente
sia stato spiegato come un suono «probabilmente
prodotto dal vento». Una persona aveva sentito
alcuni colpetti che il personale ha in seguito
attribuito a un fenomeno meccanico.
Questo tipo di incidenti sembra essere tipico
delle Hyde Park Barracks, così come di
altri luoghi presumibilmente infestati dagli spiriti.
Ad esempio, si dice che la vecchia prigione di
Melbourne sia un luogo abitato da molti «spiriti
inquieti, fantasmi di criminali che hanno sofferto
e sono morti qui». Certamente si tratta
di una vera e propria mostra sulla vita carceraria
del xix secolo, con esibizioni di attrezzi di
contenzione e di punizione, e vari mementi mori.
Degli esempi sono la maschera della morte, la
pistola, e l’armatura fatta in casa del
famigerato bushranger (lett. “bandito di
strada”) Ned Kelly (la cui armatura è
stata efficace finché non fu ferito al
ginocchio da un colpo di pistola).
C’è anche il patibolo sul quale Kelly
è stato poi impiccato, e la scritta con
la sua frase ironica «Così è
la vita». In breve, la prigione è
uno di quei luoghi che, se non è infestato
da fantasmi, certamente dovrebbe esserlo. Un depliant
pubblicitario promette: «Scopri l’atmosfera
misteriosa e inquietante della prigione e, ascoltando
con attenzione, potrai quasi sentire il suono
delle catene dei prigionieri».
Tuttavia, vere e proprie prove di fenomeni spiritici
sul posto sono scarse, nonostante una discutibile
foto di un “fantasma” mostrata di
malavoglia da una dipendente del negozio di souvenir,
quando è stato messo in discussione il
fatto che il luogo fosse infestato dagli spiriti.
Ha ammesso che alcune persone in quel luogo avevano
avvertito delle «sensazioni», ma ha
sottolineato che lavorava lì da dieci anni
e non aveva mai avuto nessuna esperienza paranormale.
Scherzando, ha fatto notare che lavorava solo
un giorno alla settimana, e che forse «i
fantasmi hanno il martedì libero». |
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