| In
relazione al letargo dell'anima, ci permettiamo
di citare quanto brevemente dicemmo sullo stesso
soggetto in precedenza:
"Il processo di transizione a uno stato di
riposo, la profondità e il regolare sviluppo
di questo, possono essere disturbati dalle persone
che sono rimaste nella vita terrena. Un'anima
che ha qualche cosa in mente da comunicare o che
è afflitta dal dolore dei superstiti (specialmente
se ne ode i lamenti e i richiami) tenterà
di combattere lo stato torpido cui sta cedendo
e compirà disperati sforzi per ritornare.
Allo stesso modo degli appelli dei superstiti
ne disturberanno il riposo, una volta incominciato,
e condurranno l'anima dormiente a risvegliarsi
e tentare di rispondere, o almeno produrranno
un risveglio parziale, ritardandone l'ulteriore
sviluppo. Queste anime semisveglie si rivelano
spesso nei circoli spiritistici. Il nostro egoistico
dolore, le nostre domande, sono frequente causa
di grande pena e di tristezza ai nostri cari che
sono passati sull'altra sponda, salvo che essi
non fossero già a conoscenza del vero stato
delle cose, rifiutando quindi di essere richiamati
anche da coloro che amano. Si conoscono casi di
anime che hanno lottato per anni contro il letargo
per essere vicine ai loro cari sulla terra, senza
altro risultato che un'inutile pena, un'inutile
tristezza sia per chi si era dipartito sia per
chi era rimasto sulla terra. Noi dovremmo evitare
di ritardare con egoistiche esigenze il progresso
di coloro i quali sono passati sull'altra sponda:
lasciamo che riposino e dormano in attesa dell'ora
della loro trasformazione. Agendo altrimenti,
li faremo morire più volte di successive
morti. Chi ama veramente e comprende, se ne astiene
perché l'amore e la comprensione comandano
che si lasci l'anima dipartirsi in pace e prendere
il meritato riposo, per raggiungere poi il suo
pieno sviluppo. Questo periodo di letargo dell'anima,
è simile all'esistenza della creatura nel
grembo materno: dorme per poter risvegliarsi in
vita e in forze. C'è un'altra fase di questo
particolare stadio del progresso dell'anima cui
bisogna qui riferirsi: "Solo l'anima di chi
è morto di morte naturale cade subito (se
non disturbata) in letargo”. Quelli che
muoiono in un sinistro o sono uccisi, in altri
termini quelli che muoiono di morte violenta,
improvvisa, rimangono per un certo tempo svegli
e in pieno possesso delle loro facoltà
mentali. Spesso non si rendono conto di essere
morti né di che cosa è avvenuto.
Spesso conservano (per breve tempo) coscienza
della vita sulla terra, e possono vedere e udire,
mediante i sensi astrali, quanto accade intorno
a loro. Non possono figurarsi di aver abbandonato
il corpo e spesso sono dolorosamente perplessi.
Essi sarebbero più che infelici, nei pochi
giorni precedenti il debito sopravvenire del sonno,
se non vi fossero i soccorsi astrali, anime beate
dei più alti stati di esistenza le quali,
riunendosi attorno ad essi, li informano gentilmente
della loro vera condizione e hanno parole di conforto
e di consiglio, assistendoli fin quando non cadano
in letargo come un bambino stanco si addormenta.
Questi soccorritori non mancano mai al loro dovere
e nessuno che sia improvvisamente morto, buono
o cattivo che possa essere, viene trascurato perché
essi sanno che tutti sono figli di Dio e loro
fratelli e sorelle spirituali. Si sa di uomini
dotati di alto e sviluppato potere spirituale
i quali hanno temporaneamente lasciato il corpo
fisico (dimorando nel corpo astrale) per dare
aiuto e consiglio in occasione di grandi catastrofi
(come nell'inondazione di Johnstown e nel disastro
del Titanic) o dopo una grande battaglia, quando
c'è necessità di consiglio e di
assistenza immediati. L'anima delle persone che
muoiono nel modo che abbiamo detto, cade naturalmente
in letargo gradualmente, come nel caso di chi
muore di morte naturale. Un altro fenomeno che
va ricordato è quello meraviglioso della
rievocazione di tutto il passato dell'anima, quel
gran panorama che si svolge dinanzi alla visione
mentale dell'anima prima che cada in letargo.
I maestri ci dicono che ciò occupa solo
una frazione infinitesimale di tempo, un attimo
di cui si può parlare quasi come di un
punto nel tempo. Tuttavia, in quell'istante l'anima
vede il panorama della precorsa vita terrestre.
Sfilano, una scena dopo l'altra e dall'infanzia
alla vecchiaia, gli incidenti più insignificanti
come i più grandi, riprodotti nei minimi
particolari. I piani subcoscienti della memoria
svelano i loro segreti fino in fondo, nulla ritengono
né riservano. Inoltre l'anima, con l'affinato
acume spirituale, è in grado di comprendere
il significato, la causa e le conseguenze di ogni
evento della sua vita. Può quindi analizzarlo
e giudicare se stessa e i propri atti, come un
giudice onnisciente e imparziale. Il risultato
di questo processo è che gli atti della
vita passata rimangono concentrati e impressi
nell'anima, per divenire semente che produrrà
migliori frutti nell'avvenire. Queste sementi
servono a creare il futuro carattere dell'individuo
nella vita successiva, per quanto lo consentiranno
le sue nuove caratteristiche e i nuovi desideri.
A chi obiettasse che è impossibile che
la mente abbracci gli eventi di tutta una vita
nello spazio di un attimo, risponderemmo che la
psicologia insegna che ciò è possibile
anche nell'ordinaria vita terrena. Sono infatti
registrati molti casi di persone che, addormentatesi,
hanno sognato di fatti avvenuti in parecchi anni.
Nei sogni ordinari l'elemento tempo è praticamente
ridotto a una piccola unità, e nello stato
di cui parliamo la concentrazione mentale è
intensificata a tal punto che un solo istante
di tempo comprende la durata della più
lunga vita. L'anima porta con sé nel letargo
un ricordo concentrato dell'intera vita nel quale
sono inclusi i semi dei suoi desideri, delle sue
ambizioni, delle sue simpatie e antipatie, delle
attrazioni e repulsioni. Queste idee seminali
cominciano presto a germogliare e a produrre fiori
e frutti. E si manifestano non solo nelle future
incarnazioni, ma anche nella vita dell'anima sul
piano astrale. La provvida Natura infatti, non
esige che l'anima sperimenti e superi tutte le
sue tendenze nelle future incarnazioni, ma dispone
che molti di questi forti impulsi si manifestino
e si esauriscano sul piano astrale, in modo che
l'anima possa lasciarli dietro di sé quando
sarà rinata a nuova vita terrena. Il letargo
dell'anima è necessario in vista di questa
gioia. Durante il letargo l'anima viene preparata
all'ingresso nella vita astrale e dalla propria
manifestazione che descriveremo in seguito. Il
letargo è necessario all'anima in questo
stadio del suo progresso, come il sonno al nascituro
nel grembo della madre. Abbiamo udito molte persone
superficiali che, apprendendo queste nozioni,
hanno manifestato timore del letargo dell'anima,
dicendo che temevano "il sonno in un luogo
ignoto, fra tante cose e creature sconosciute".
Ma l'obiezione appare infantile all'occultista
colto, perché egli sa che non c'è
luogo in Natura dove un'entità sia così
sollecitamente e completamente salvaguardata come
le anime dormienti sul gran piano astrale. Così
sicure e al riparo da invasioni o intrusioni,
da pericoli o influenze dannose, sono esse, che
solo la completa rivoluzione delle più
sacre leggi della Natura potrebbe colpirle. La
loro dimora, bisogna ricordarlo, non è
un luogo ma uno stato, una condizione tale che
nessuna influenza maligna o dannosa può
mai raggiungerle e neppure avvicinarle. Così
tutti noi, sulla terra, fossimo altrettanto protetti!
Sembra quasi che tutte le forze della Natura si
siano alleate per custodirle e proteggerle. Dice
una massima indù:
"Neppure gli dèi sui loro eccelsi
troni hanno alcun potere o dominio sulle anime
dormienti".
A chi, nel proprio modo di pensare circa l'altra
sponda, risente a tal punto l'influenza degli
insegnamenti della comune teologia da trovare
strana e straordinaria questa concezione del letargo
dell'anima, rispondiamo che una breve riflessione
mostrerà come alla radice delle concezioni
popolari, anche della più comune teologia,
si possono trovare molte velate allusioni a questa
beata condizione di riposo, di cui l'anima ha
assoluto bisogno dopo una vita combattuta e prima
di iniziarne un'altra. "Gli è concesso
il sonno del giusto", "Qui riposa lo
stanco viandante", "Egli è partito
verso il gran riposo", queste e molte altre
espressioni e citazioni cercano di esprimere l'idea,
connaturata alla mente umana, di un periodo di
riposo che all'anima stanca sarà concesso.
L'idea di riposo dopo le lotte e le tempeste della
vita è così naturale e istintiva
che si può dire rappresenti la più
forte inclinazione e convinzione dell'animo umano
in relazione all'idea della morte. Essa è
ferma come il convincimento di una vita futura
oltre il sepolcro. La spiegazione dell'idea può
essere però trovata solo negli stadi avanzati
dell'insegnamento occultistico. L'anima che sa
dell'esistenza e della natura di questo periodo
di letargo, si sentirà soddisfatta nell'immaginario.
Guarderà questo stadio della sua esistenza
futura come un balsamo benedetto e proverà
per esso lo stesso sentimento che troviamo espresso
nell'antica canzone: "Calmo e sereno riposo
nella culla arcana". Riposo, sereno riposo,
nel profondo seno del grande oceano della vita;
riposo, calma, pace, sicurezza e protezione. Questa
è la condizione del letargo dell'anima
sul piano astrale.
|