| Chi
immagina che la filosofia yoga insegni che dinanzi
all'anima c'è un'infinita catena di rinascite
terrene o una serie di reincarnazioni, non è
riuscito a cogliere il vero spirito dell'insegnamento.
Se si ricorda che la terra non è che una
degli innumerevoli mondi preparatori, chiuso fra
un principio e una fine, la follia di simile dottrina
appare evidente. La terra è solo una delle
molte scuole che da un tempo all'altro sono state
formate nel cosmos e che nella migliore delle
ipotesi sono soltanto dimore di basso grado. L'anima
dell'uomo esisterà anni dopo che questa
terra e milioni di altri mondi saranno scomparsi
nell'etere da cui emersero. Dare alla vita terrena
così alta importanza nell'ordine cosmico
è contrario all'insegnamento della saggezza.
Inoltre è anche erroneo l'insegnamento
che nell'attuale fase di esistenza l'anima non
progredisca oltre l'incarnazione terrena. Anche
se la maggioranza dell'umanità dovrà
sottostare a molte incarnazioni terrene prima
di trovare la Libertà, è ugualmente
vero tuttavia che, quando l'anima raggiunge lo
stadio di sviluppo spirituale in cui i legami
della vita terrena non la stringono più,
diviene impossibile costringerla nel giro dell'incarnazione
terrestre anche per un solo momento. Vi sono molte
anime ora sul piano astrale in via di superare
gli ultimi stadi di liberazione dai legami terreni.
E vi sono molte anime ora nella vita terrena che
non ritorneranno mai più sulla terra, ma
che dopo il loro prossimo soggiorno sul piano
astrale saliranno ai piani più alti dell'esistenza,
lasciando per sempre dietro di sé la terra
e tutte le cose terrene. Inoltre, vi sono oggi
sulla Via della Libertà, migliaia di anime
che avranno soltanto un'altra vita terrena da
sopportare e questa passerà in uno stato
di sublime comprensione e visione. Attualmente
ci avviciniamo alla fine di un cielo in cui un
grandissimo numero di anime si preparano al volo
verso l'alto e molte che leggeranno queste righe
sono probabilmente all'avanguardia del movimento.
Sarebbe folle per la scienza umana tentare di
descrivere la natura dell'esistenza sulle più
alte sfere, anche di un solo grado più
alte della terra. Nessuna parola potrebbe esprimerne
il significato; nessun concetto mentale può
contenerne l'idea. Anzi, la maggioranza dell'umanità
non ha neppure la struttura mentale per pensare
la natura di tale vita. La mente umana media non
può neppure cominciare a riflettere circa
i piani medi dell'astrale ed il concetto del superiore
astrale è molto al di sopra di essa. Quale
potrà dunque essere la sua posizione rispetto
al pensiero del regno dell'essere di fronte al
quale perfino i piani più alti astrali
difficilmente si riescono a comparate con i più
grandi palazzi del mondo? Basti sapere che esiste
un'infinita scala di esistenza, composta da un
regno dopo l'altro, sempre più alto, e
che l'anima è destinata a passare sempre
più in alto verso l'Infinito. È
possibile sfuggire al giro della reincarnazione
terrena quando l'anima apprende la verità
circa la sua natura e le sue relazioni con il
tutto. Quando comprende l'illusoria natura dell'Universo
dei fenomeni e si rende conto che il mondo spirituale
è l'unico reale, allora i legami della
vita materiale si allentano e l'anima inizia la
lotta contro le sue limitazioni. Questa liberazione
è il grande fine della filosofia yoga.
Questa è la ragion d'essere, il fine, dello
yoga. Alcuni lo raggiungono con fedele lavoro,
altri con l'amore della divinità e del
divino frammento nei loro simili; altri, con l'uso
dell'intelletto e con la conquista della saggezza;
altri ancora sviluppando le facoltà di
intuizione, ma tutte queste strade conducono allo
stesso fine. Quando la natura delle cose terrene
è compresa, esse perdono ogni presa sull'anima
umana. Il desiderio muore e l'anima è liberata
e raggiunge la libertà spirituale. Sciolta
dall'attrazione della terra, l'anima vola alta
e sfiora le supreme regioni dell'essere. Le filosofie
dell'Oriente sono nutrite di quest’idea.
Essa appare sotto vari aspetti. All'occultista
iniziato, appare come tutti gli insegnamenti religiosi
del mondo abbiano il loro lato esoterico. E lo
spirito dell'insegnamento esoterico è sempre
la Liberazione. Ora, i nostri occhi cadono su
un libro, una piccola storia d'Oriente, narrata
da uno scrittore occidentale, il quale ha colto
ed espresso bene lo spirito d'Oriente. Udite le
sue parole, e notate come aderiscono allo spirito
dell’ insegnamento: "Il fine del saggio,
secondo l'antica dottrina indù, è
divenire padrone assoluto di se stesso, rendersi
completamente superiore, o piuttosto indifferente,
all'attaccamento a tutti i fasti mondani. Il comune
mortale è un prigioniero, incatenato, attaccato
ai fini del senso e della delusione. Chiunque
tenda all'emancipazione deve innanzitutto, con
una lunga e strenua serie di pene e di austerità,
tagliare questi legami, fino a quando, anche se
egli vi rimane in mezzo, si allontaneranno da
lui come l'acqua dalla fonte; egli vive, secondo
la classica formula, come una ruota che continua
a girare anche quando l'impulso originario è
cessato o come un ramo che oscilla dopo che l'uccello
è volato. Egli è sveglio, laddove
gli altri restano accecati dall'illusione; egli
è liberato, rispetto a chi è legato".
Questo scrittore, tuttavia sbaglia parlando della
lunga e strenua serie di pene e di austerità
necessaria per tagliare i legami. Le più
eminenti autorità sono dubbiose sulle pratiche
ascetiche e non le incoraggiano. La vera pratica
è conquistare la saggezza e aprire il cuore
al flusso della Divina Saggezza che arriva nella
forma di Intuizione. Basta comprendere la reale
natura delle cose materiali per perdere ogni desiderio
di esse; la conoscenza quindi è la grande
Liberatrice. È vero che l'amore altruistico
farà cadere i veli dagli occhi dello spirito,
ed è anche vero che le opere pie e il dovere
compiuto senza speranza di premio renderanno limpido
lo sguardo, ma il più grande yoga è
la Via della Saggezza. A chi desidera riposo,
raccomandiamo un attento studio della filosofia
yoga, o di ogni altra grande forma di questa saggezza,
e di seguire attentamente la vita dello spirito
che è comune a tutte le religioni rettamente
intese. Pensiamo che la guida migliore sia il
piccolo manuale “La luce sul sentiero”
che è basato su assiomi occulti ben noti
anche nell'antica Atlantide. In questo prezioso
manuale si trovano le Regole scritte sulle Mura
dell'Aula del Sapere, le Regole della Porta d'Oro.
I seguenti assiomi danno la chiave e le regole
appropriate da seguire, ovviamente se rettamente
interpretati:
1. Uccidi ogni ambizione;
2. Uccidi il desiderio di vivere;
3. Uccidi il desiderio del benessere;
4. Uccidi ogni senso di isolamento;
5. Uccidi ogni desiderio di sensazioni;
6. Uccidi l'ansia di ingrandirti;
7. Desidera solo ciò che è dentro
di te;
8. Desidera solo ciò che è al di
sopra di te stesso;
9. Desidera solo l'irraggiungibile;
10. Desidera ardentemente la potenza;
11. Desidera ferventemente la pace;
12. Desidera soprattutto il possesso;
13. Cerca la strada;
14. Cerca la strada ritirandoti in te stesso;
15. Cerca la strada avanzando baldamente fuori
di te;
16. Tieniti in disparte nella battaglia, e se
combatti, non essere tu il guerriero;
17. Cerca il guerriero e fa' che combatta per
te;
18. Prendi da lui ordini per la battaglia e obbediscigli;
19. Ascolta il canto della vita;
20 Conserva nella memoria la melodia che odi;
21. Impara da essa la lezione dell'armonia;
22. Guarda intensamente la vita che ti circonda;
23. Impara a guardare intelligentemente nel cuore
degli uomini;
24. Guarda intensamente nel tuo cuore;
25. Chiedi alla terra, all'aria, all'acqua i segreti
che racchiudono per te;
26. Chiedi ai Santi della terra i segreti che
per te custodiscono;
27. Chiedi all'Assoluto, all'UNO, il suo segreto
finale che Egli custodisce per te;
28. Tieniti stretto a tutto ciò che non
ha sostanza né esistenza;
29. Ascolta soltanto la voce senza suono;
30. Guarda solo ciò che è invisibile
ai sensi interni ed esterni".
Questi assiomi hanno sette diversi e distinti
significati, sovrapposti l'uno all'altro, e che
sono rivelati solo dalla liberazione degli occhi
dello spirito durante il suo sviluppo. Beato chi
ne comprende i primi sette, poiché egli
è sulla Via. Il commentatore di questi
assiomi da il seguente prezioso avviso a quelli
che cercano la Via della Liberazione e della Pace:
"Cerca nel cuore la fonte del male e inaridiscila.
Essa prospera nel cuore del discepolo devoto come
dell'uomo sensuale. Solo il forte può ucciderla.
Il debole deve attendere che cresca, fruttifichi
e muoia. È una pianta che vive e prospera
attraverso i secoli. Fiorisce quando l'uomo ha
accumulato in sé innumerevoli esistenze.
Chi vorrà entrare nella Via della Potenza,
dovrà sradicarla. E allora il cuore sanguinerà
e tutta la vita dell'uomo sembrerà dissolversi
nel nulla. Questo supplizio va sopportato: può
verificarsi al primo gradino come all'ultimo della
pericolosa scala che conduce al sentiero della
vita. Ma ricordati che va sopportato e raccogli
l'energia dell'anima per la prova. Non vivere
nel presente o nel futuro, ma nell'eternità.
Qui questa gigantesca gramigna non può
fiorire, questa macchia sull'esistenza è
cancellata dalla stessa atmosfera del pensiero
eterno. Guarda che il fiore sbocci nel silenzio
dopo la tempesta; non prima. Esso crescerà,
sboccerà, metterà foglie e rami
e formerà gemme, mentre la tempesta continua
e la battaglia dura. Ma non finché lo spirito
è tormentato. E nel profondo silenzio scompare,
non fino a quando è tenuto dal divino frammento
che lo ha creato come soggetto di un grave esperimento
e di una grave esperienza, non fino a quando l'intera
Natura abbia ceduto e sia divenuta soggetta a
un più alto te stesso, il fiore si aprirà.
Allora subentrerà la calma come nei Tropici
dopo le grandi piogge, quando la Natura lavora
così leggermente che non la si vede agire.
Questa calma sarà la prova che la Via è
stata trovata. Chiamala come vuoi. E’ una
voce che parla dove non c'è nessuno che
parla; è un messaggero che giunge, un messaggero
senza forma materiale o il fiore dell'anima che
si è aperto. Non può essere descritto
da alcuna metafora. Ma può essere sentito,
cercato, desiderato anche nel cuore della tempesta.
Il silenzio potrà durare un attimo o mille
anni, ma finirà. E di nuovo porterai la
tua forza con te. Di nuovo la battaglia dovrà
essere combattuta e vinta. Solo per un attimo
la Natura si arresta".
|