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Lo
spiritismo nacque nel periodo della Rivoluzione
francese, a seguito degli esperimenti del medico
viennese Anton Mesmer, fondatore della teoria
del magnetismo animale (1786). Alcuni discepoli
notarono che un individuo in stato di trance,
che allora veniva chiamato "sonno magnetico"
poteva, in certi casi, comunicare con i morti.
Mesmer stesso sosteneva che nello stato ipnotico
indotto dal magnetismo sarebbero possibili fenomeni
paranormali: vedere all'interno del proprio e
altrui corpo, giudicare esattamente le malattie,
il decorso, i rimedi, presentire fenomeni, fare
oracoli, profezie, predizioni. A parte i ricercatori
propriamente scientifici, anche alcuni filosofi
appoggiavano le teorie spiritiste. Tra questi,
Charles Fourier sosteneva la tesi che le anime
potessero trasmigrare ed entrare in contatto con
i sonnambuli. Spesso le indagini serie, svolte
in seguito da medici su questi fenomeni, hanno
rivelato clamorosi imbrogli nelle attività
di diversi medium. La Società per le Ricerche
Fisiche (Society for Psychical Research) nacque
con lo scopo di esaminare le manifestazioni e
i fenomeni spiritici. Da qui ha origine la parapsicologia,
che studia e indaga su ogni evento che la scienza
tradizionale non riesce a spiegare scientificamente.
Verso la fine dell'Ottocento lo spiritismo conobbe
un certo declino, soprattutto per le molte denunce
per frode a carico di presunti medium, che sfruttavano
il dolore e la dabbenaggine di coloro che desideravano
contattare i propri parenti morti. Dopo la prima
guerra mondiale conobbe una nuova fase di notorietà,
che dura tuttora.
SPIRITISMO E LA MODERNA NEGROMANZIA
Lo spiritismo, come del resto la negromanzia,
parte dal concetto che la personalità umana
sopravvive alla morte, e che lo spirito può
comunicare con i vivi attraverso un medium o un
sensitivo. La parola "spiritismo" fu
coniata da Allan Kardec nel suo libro “Le
Livre des esprits”, pubblicato a Parigi
nel 1857. Kardec era lo pseudonimo di Leone Ippolito
Denizart Rivail (1804-1869), il quale, da un contatto
con alcuni spiriti di trapassati, seppe che in
una vita precedente si chiamava Allan Kardec.
Interessatosi sempre di più alla comunicazione
con l'aldilà, egli distinse tre modalità
attraverso le quali contattare gli spiriti: tramite
il sogno e la telepatia, tramite la possessione
e tramite una specie di passaggio dell'energia
del medium e delle persone che partecipano alle
sedute spiritiche da parte del trapassato che
desidera comunicare. Secondo Kardec "possono
invocarsi tutti gli Spiriti, tanto quelli che
hanno animato uomini oscuri, quanto quelli di
personaggi illustri, e quelli dei nostri parenti,
amici o nemici, ed ottenere con comunicazioni
scritte o verbali, consigli, chiarimenti sul loro
stato oltretomba...". Le comunicazioni con
i morti possono avvenire solamente con l'intermediazione
"di una persona particolarmente sensibile
che fungerebbe da medium o mediatore fra lo spirito
dei trapassati e i viventi". Chi crede nello
spiritismo sostiene che questa comunicazione può
manifestarsi attraverso fenomeni mentali, come
la chiaroveggenza o la telepatia o le parole di
un medium, o attraverso fenomeni fisici, quali
la levitazione, il girare del tavolo, i rumori
e i colpi ripetuti, la scrittura automatica e
gli apporti, ossia l'improvvisa comparsa o il
trasporto di corpi anche attraverso la materia
solida. |