|
COS'È
IL REIKI
Il Reiki, sul piano pratico, fisico, è
un antico metodo di guarigione naturale; in realtà,
su piani più sottili, è un processo
di ricongiunzione fra la nostra energia e quella
universale, è uno strumento di consapevolezza
e apertura verso il mondo, ed insieme un tentativo
di riarmonizzazione globale di noi stessi e di
ciò che ci circonda. Il termine Reiki deriva
infatti dalle parole Rei (Ra) e Ki ed indica proprio
il movimento del KI o CHI o PRANA individuale
verso l'energia universale che scorre e fluisce
in ogni dove. I grandi maestri di Reiki insegnano
che il passaggio in noi di questa energia vitale
intelligente non compie opere grandi in quanto
cambia la nostra natura, ma in quanto apre il
nostro cuore rendendoci disponibili al cambiamento
evolutivo. Personalmente ritengo che Reiki sia
benevolenza e semplicità, la semplicità
della consapevolezza di essere uno con l'universo
che ci circonda e la benevolenza che nasce dal
voler dare qualcosa ai nostri simili. Reiki è
prima di tutto voler cambiare, voler essere in
armonia e voler guarire, guarire noi stessi e
guarire gli altri poiché ovunque vi sia
qualcuno che sappia tendere una mano ad un suo
simile, li nascerà il germoglio dell'evoluzione,
della comprensione e della pace universale. Quando
si diventa canali di questa energia, quando si
"permette" all'energia vitale di fluire
in noi o quando, ancor meglio, ci apriamo a questa
nuova esperienza rivolgendo ad essa il nostro
cuore e cominciando ad aprirci, ad ascoltarci,
ad accorgerci che esistiamo e che il mondo esiste
insieme a noi, allora possiamo cominciare a sentire
e possiamo iniziare a percepire l'energia, quell'energia
che esiste per ognuno di noi e che il nostro vivere
moderno ci aveva fatto dimenticare.
COME SI PRATICA E COME FUNZIONA IL REIKI
Per poter usare, sentire e trasmettere il Reiki,
oggi come oggi, occorre essere a tal fine attivati
o iniziati. L'attivazione è un processo
tramite il quale un Master, più precisamente
un Reiki Master, sblocca i canali energetici di
un individuo, al fine di renderlo canale libero
dell'energia vitale universale, che in tal modo
può scorrere e passare facilmente. Una
volta divenuti "canali" di questa forza,
la si può a propria volta trasmettere ad
altri attraverso l'imposizione delle mani che,
in questo modo, divengono strumento terapeutico.
L'attivazione o iniziazione, di cui parlavamo,
è qualcosa che un buon Maestro porta a
termine per gradi e in modo non violento ed armonioso.
Un corso di Reiki di primo livello, infatti, si
svolge generalmente in due o tre giorni durante
i quali l'allievo ha modo non solo di imparare
le tecniche pratico-terapeutiche con le relative
posizioni, ma anche di ripulirsi interiormente
e prepararsi con tranquillità a convivere
con l'energia del cuore e dell'universo. Terminato
lo stage o corso, l'allievo può cominciare
a curare le persone con l'imposizione delle mani
ma, soprattutto, potrà cominciare a vivere
con se stesso in modo più consapevole e
profondo. Dopo essere stati terapisti di 1°
livello per un ragionevole periodo di tempo, variante
peraltro da individuo a individuo, l'allievo può
decidere di passare al secondo livello e, successivamente,
al terzo, col quale si diventa Reiki-Master. Entrambi
i successivi livelli prevedono ulteriori attivazioni.
La differenza notevole fra il primo livello e
i due successivi consiste nel fatto che, per il
2° e 3° livello, vengono spiegati all'allievo
dei simboli-chiave tracciando i quali egli sarà
in grado di canalizzare, controllare e gestire
meglio l'energia, inviandola, se necessario e
qualora sia richiesta, anche ad un paziente lontano.
La possibilità di curare a distanza e di
agire su piani energetici più sottili e
di ampliare il proprio patrimonio terapeutico
ed anche inferiore, è ciò che contraddistingue
il livello base dagli altri. Oggi come oggi però,
purtroppo, pare vi sia gente, divenuta Master
non si sa dove né come né quando,
che, per proprio profitto, egoistico o lucroso
che sia, travisa principi ed insegnamenti velando
l'intero sistema Reiki di aloni misteriosi, arcani
ed occulti per accedere ai quali, guardacaso,
occorre sborsare non poco denaro. Non credete
a tutto ciò che si sente e si racconta:
ragionate prima di tutto col vostro cervello!
Reiki è qualcosa che tutti abbiamo a disposizione,
l'energia non è patrimonio privato di nessuno!
Le attivazioni sono tre e tutti i simboli o sistemi
di lavoro devono essere forniti durante ed attraverso
queste tre tappe le quali, ripeto, sono assolutamente
facoltative. E forse, o per lo meno così
ritengo, per alcune particolari categorie di persone
che io chiamo anime elevate, che hanno peraltro
raggiunto alti livelli di coscienza e di purezza
inferiore, il Reiki, con le sue brave iniziazioni,
è perfino inutile ed irrilevante poiché,
com'è noto, a chi vive nella luce e nella
perfetta legge di Dio, spesso, basta la sola volontà
di guarire per produrre risultati. Questo accadde
ai Santi, accadde ai Maestri Spirituali e accadde
al fondatore stesso del Reiki.
IL REIKI E LE MALATTIE CHE CON ESSO SI
POSSONO CURARE
Molti episodi strani sono capitati ai terapisti
Reiki e, invero, ciò che può accadere
curandosi o curando altri con l'energia varia
di volta in volta e da caso a caso. Vi sono stati
casi di guarigioni complete anche da patologie
molto serie, così come casi di insuccessi
collegati a disturbi banalissimi. Guarigioni da
problemi cronici, arresto di processi proliferativi,
risoluzioni positive, guarigioni velocissime ma
anche miglioramenti o regressioni temporanee e/o
parziali, insuccessi clamorosi, inefficacia totale
del trattamento e così via: tutto può
succedere. L'unica costante positiva della terapia
Reiki è il cambiamento interiore del paziente,
il diverso modo di porsi rispetto alla malattia,
la serenità d'animo ritrovata anche in
casi estremi o terminali, ove per il corpo non
v'è più nulla da fare. Trasformazione
interiore, ecco cosa fa sempre il Reiki. La possibilità
che al trattamento segua la guarigione fisica,
reale ed effettiva, non rappresenta una regola
fissa. Infatti molti guariscono e molti si tengono
a vita il loro problema; l'energia fa ciò
che deve, ciò per cui esiste, ciò
di cui il paziente ha bisogno e ciò che
il paziente vuole nel profondo, nulla di più
e nulla di meno. Vi sono ammalati che, per evolversi,
hanno forte necessità di rimanere tali,
ve ne sono altri non ancora pronti a guarire e
ad abbandonare il loro problema, e ve ne sono
altri che sanno guarirsi, vogliono migliorarsi,
amarsi, trasformarsi. Per alcuni il Reiki giunge
al momento giusto, per altri forse no. Non esistono
regole fisse, non esiste una teoria o una codificazione:
Reiki è energia, luce e benevolenza, chi
la riceve la trasformerà in ciò
che può e riesce. E’ per questi motivi
che non si possono elencare eventuali malattie
curabili o non curabili col Reiki; l'energia cosmica,
infatti, cura tutto e nulla, cura il grande come
il piccolo, il cancro come il raffreddore e, allo
stesso tempo, può non guarire l'uno come
l'altro poiché, in realtà, questa
energia che, in parte, rafforza le difese del
corpo ricevente, cura solo lo spirito del soggetto
in cui s'immette. Per quanto sia difficile crederlo
ed accettarlo, pare che le cose stiano così
e che gli unici effetti costanti di questo sistema
di guarigione siano il rilassamento, il potenziamento
delle difese energetiche e il cambiamento interiore
dal quale può scaturire la forza di guarigione
o potere di autoguarigione. Fortunatamente, per
quel che ne so, sono maggiori i casi di remissione
e scomparsa del disturbo e di miglioramento che
non i casi di insuccesso, insuccesso che, peraltro,
difficilmente è del tutto tale, poiché
il solo fatto di sentirsi più rilassati
e sereni e di affrontare la malattia in modo diverso
e consapevole, fa di questo un piccolo successo.
A monte di tutto ciò, l'esperienza pratica
pluriennale di molti terapisti ci mostra, però,
che vi sono disturbi per i quali le probabilità
di risoluzione o guarigione sono maggiormente
elevate; stiamo ovviamente parlando di tutti quei
problemi di origine nervosa, emozionale, psicosomatica
con i quali rilassamento, possibilità di
dialogo ed energia riequilibrante, si sposano
bene e sempre comunque. Per concludere, quindi,
possiamo dire che con il Reiki si può curare
qualunque malattia o qualunque persona, anche
se non è detto che tutti guariscano. Imponendo
le mani, non si deve pensare di guarire o di risolvere,
ma solo di permettere all'energia universale di
ripristinare l'equilibrio interiore del corpo,
mente di chi dovrà poi, da sé, affrontare
e tentare di vincere il proprio problema, il Reiki
da l'energia giusta per lottare e muovere le domande:
le risposte ognuno le cerchi dentro di sé.
|