1951
Donald Slayton
Astronauta del progetto Mercury, rivelò in
un'intervista che aveva visto un UFO nel 1951:
"Stavo collaudando un caccia P-51 a Minneapolis
quando scorsi quell'oggetto. Ero a circa 10.000 piedi
di altezza in un pomeriggio di sole. Pensai che fosse
un nibbio, poi mi resi conto che nessun nibbio vola
a quell'altezza. Più mi avvicinavo, più
l'oggetto mi appariva simile a un pallone gonfiato,
grigio e di circa un metro di diametro. Ma non appena
gli andai davanti la "cosa" non somigliò
più a un pallone. Sembrava un disco volante.
Allo stesso tempo realizzai che l'oggetto stava improvvisamente
allontanandosi da me, ad una velocità di circa
450 chilometri l'ora. Lo inseguii per un breve tratto,
ma d'improvviso l'oggetto virò a 45 gradi,
accelerò e sparì".
8
aprile 1964
Astronave senza equipaggio “Gemini 1”
; quote orbitali: km 330/160. Subito dopo l'equilibramento
in orbita, la capsula viene avvicinata da quattro
oggetti sconosciuti che, come rivelano i radar delle
stazioni terrestri, la seguono per tutto il suo primo
giro intorno al nostro pianeta. Quindi scattano via
all'improvviso e scompaiono nello spazio. LA NASA
in un primo momento spiegò trattarsi delle
parti strutturali del secondo stadio del vettore (un
missile Titan), separatesi dalla capsula stessa. Questa
spiegazione venne tuttavia smentita quando si apprese
che il piano di volo non prevedeva tale separazione,
e che in effetti il secondo stadio del vettore e la
capsula erano rimasti congiunti fin quando non si
disintegrarono precipitando insieme nell'atmosfera.
La NASA non emise altri comunicati.
12
settembre 1966
Piloti: Charles Conrad e Richard F. Gordon; capsula:
Gemini 11; quote orbitali: km 370/185.
Sull'Atlantico meridionale Conrad fotografa «un
globo di luce giallo arancione, molto brillante».
Secondo il San José Mercury News, al ritorno
Gordon dichiara: «Lo vedemmo dall'oblò
di sinistra mentre ci superava. Sembrava proprio un
mezzo spaziale. Scattammo in fretta qualche foto.
Era giallo-arancione, doveva essere metallico per
avere simili riflessi». La NASA parlò
del satellite sovietico Proton ITI: ma i dati dell'orbita,
ancora una volta, non coincidevano con quelli reali,
ed inoltre i satelliti del tipo Proton hanno forma
di un cilindro appiattito, mentre l'oggetto fotografato
da Conrad appare simile ad una sfera leggermente schiacciata
e circondata da un anello.
Dicembre
1968
Piloti: Frank Borman, James Lovell e William Anders;
capsula: Apollo 8; missione circumlunare.
Ecco ciò che accadde alla missione del comandante
Borman, mai smentita: durante la rotta verso il nostro
satellite l'equipaggio dell'Apollo 8 nota un oggetto
discoidale che assume una rotta parallela a quella
della capsula. Gli strumenti di bordo cessano di funzionare.
Un forte senso di stordimento ed acuti dolori alle
orecchie vengono provati dagli astronauti, che però
correggono la rotta dell'Apollo. L'UFO si allontana
velocemente e a bordo gli strumenti ricominciano a
funzionare. I contatti a Terra, con Houston, interrotti
a causa delle interferenze, sono ripresi. Ma l'avventura
non è ancora finita. Entrati in orbita lunare,
si presenta un altro UFO, enorme, che emana una luce
purpurea: all'apparizione seguono ondate di calore,
ronzii insopportabili, e le apparecchiature si bloccano
di nuovo. Borman, Lovell e Anders sono colti da emicrania,
difficoltà di respirazione, tremori alle mani,
«vuoti di memoria». Il tutto dura una
decina di minuti, mentre a Houston i tecnici Russel
Hoicombe e Scott Harnister stabiliscono che l'Apollo
si é allontanato dalla rotta stabilita e che
non potrà essere diretto nuovamente verso la
Terra. I tre astronauti escono dalla situazione critica
per la loro presenza di spirito, facendo ricorso ai
comandi manuali. La missione può essere così
portata felicemente a termine. Al loro ritorno la
NASA fa riferimento ai disturbi dell'equipaggio dell'Apollo
8 (il primo ad aver affettuato un viaggio così
lungo e ad aver circumnavigato il nostro satellite),
ma le vere cause di essi secondo il National Examiner
e Gosta Rehn, sono taciute per il timore di far scoppiare
il panico.
Novembre
1977: Aeroporto di Milano/Linate.
E' una sera di pioggia, leggermente nebbiosa: un aereo
Lufthansa scende verso la pista, guidato dal radar
di terra lungo il "sentiero di avvicinamento".
Ad un tratto sullo schermo del radar stesso compare
una traccia, proprio davanti all'aereo: è un'eco
strana, che si muove a scatti, come danzando, sulla
testata della pista. L'avvicinamento dell'aereo viene
interrotto, e la procedura è iniziata da capo,
ma inutilmente. Per tre volte il radar "batte"
la strana traccia, e per tre volte l'aereo deve riprendere
quota rinunciando all'atterraggio: alla fine verrà
dirottato su un altro aeroporto. Due automobili mandate
a ispezionare la zona, non rilevano nulla d'anormale.
Il radar d'un altro aereo che rullava sulla pista,
acceso su richiesta dell'ufficio-traffico "batte"
invece la traccia stessa, presa improvvisamente velocità,
e si perde in direzione sud-sud-ovest.
Agosto
1980: Cielo di Anzio.
Nella serata del giorno 26, fra le 20 e le 21, i comandanti
di due DC-9 che si trovavano nella zona, sono testimoni
dello stesso fenomeno: "intense luci multicolorate
che sfrecciano intorno ai velivoli. Ad un tratto una
di esse sembra esplodere e manda tutto intorno una
nuvola di frammenti incandescenti". I radar di
bordo dei due aeroplani non registrano nulla, nè
alcuna traccia è battuta dai radar di terra.
Nella zona non erano in corso esercitazioni di volo
o di tiro, nè c'era (al di fuori degli aerei
interessati) alcun tipo di traffico.
Febbraio
1984
Un oggetto luccicante e velocissimo sfreccia sotto
un executive privato, in volo nei dintorni di Torino.
Ecco il testo della registrazione TBT (terra-bordo-terra)
riguardante il colloquio che s'è svolto fra
il comandante dell'aereo e il centro radar, all'aeroporto:
Velivolo: - siamo stabilizzati a 5.000 piedi. E' passato
sotto di noi un oggetto velocissimo, luccicante. Ci
sono aeroplani nella zona?
Radar: - Negativo.
Velivolo: - Ci è passato proprio sotto la pancia.
Radar: - Sullo schermo non vediamo niente. Controlliamo
con la torre.
Veivolo: - E' velocissimo. Poteva essere un F-104?
Radar: - Ci informiamo con la difesa. Noi non abbiamo
tracce sullo schermo.
Velivolo: - Ci fa piacere essere stati un pochino
più alti del previsto, perchè...
Radar: - A questo punto lo pensiamo anche noi.
Interpellati subito dopo, i centri della difesa aerea
hanno escluso la presenza di velivoli militari nella
zona.